Un fisco locale a misura di famiglia: il Fattore Famiglia e le addizionali comunali

INVITO STAMPA TAVOLA ROTONDA

Un fisco locale a misura di famiglia: il Fattore Famiglia e le addizionali comunali

Con De Vito (Ass. Capitolina), Ciccarelli (Forum Famiglie Lazio), Bernardi (Rete Comuni Amici della Famiglia)

 

Giovedì 5 ottobre, ore 16.30 – Campidoglio, Piccola Protomoteca

 

Roma, 2 ottobre 2017 – A pochi giorni dalla chiusura della Conferenza della Famiglia, in cui i rappresentanti del Governo hanno parlato solo di incentivi per le famiglie più povere, il Forum della Associazioni Familiari del Lazio, rappresentato dalla presidente Emma Ciccarelli e da Alessandro Spalvieri, si confronta con Marcello De Vito, Presidente Assemblea Capitolina – Roma Capitale, per riflettere sulle possibili applicazioni del Fattore Famiglia a Roma a partire dalle addizionali comunali.

A supporto delle richieste del Forum, le esperienze di alcuni comuni italiani virtuosi, raccontate da Maurizio Bernardi, Responsabile Rete dei Comuni Amici della Famiglia – AFI.

La tavola rotonda è inserita nell’ambito degli eventi della seconda edizione della Settimana della famiglia, “La fida di educare”, in corso a Roma fino a domenica 8 ottobre. Otto giorni di eventi, promossi dal Forum delle associazioni familiari del Lazio e dall’Ufficio di pastorale familiare della diocesi di Roma, con il patrocinio dell’Ufficio nazionale per la pastorale della famiglia della Conferenza episcopale italiana, di Roma Capitale e del Consiglio Regionale del Lazio.

Programma e dettagli su www.settimanadellafamiglia.it e su Facebook “Settimana della famiglia Roma”.

 

Famiglia, la sfida di educare

Dal 1 all’8 ottobre, otto giorni di eventi con più di 50 appuntamenti 

per valorizzare il protagonismo della famiglia e riflettere insieme su presente e futuro

 

Roma, 26 Settembre 2017 –  “La sfida di educare” è il tema della seconda edizione della Settimana della famiglia: otto giorni di eventi in programma fino a domenica 8 ottobre, promossi dal Forum delle associazioni familiari del Lazio e dall’Ufficio di pastorale familiare della diocesi di Roma, con il patrocinio dell’Ufficio nazionale per la pastorale della famiglia della Conferenza episcopale italiana, di Roma Capitale e del Consiglio Regionale del Lazio.

Una quarantina le associazioni coinvolte per dare vita alle quattro macro aree strutturali della Settimana: “Stare insieme”, “Fare insieme”, “Riflettere insieme”, “Celebrare insieme”.

Numerosi e variegati i temi caldi affrontati durante i seminari e laboratori, dai rischi del gioco d’azzardo, al corretto uso della rete e dei social in collaborazione con la Polizia Postale (martedì 3 ottobre, alle 18, nella parrocchia Sant’Angela Merici e poi, mercoledì 4 alle 18, in contemporanea nelle parrocchie San Liborio e Santa Emerenziana, e giovedì 5, alle 20.30, di nuovo a Sant’Angela Merici); dalla maternità surrogata all’alternanza scuola-lavoro; dal bullismo alla prevenzione, passando per le adozioni internazionali.

Si parla di –e si pratica – integrazione alla “Festa della famiglia – Festa della luna” di domenica 1 ottobre (ore 17.00, presso l’Istituto scolastico S. Maria in Viale Manzoni, 5), con l’incontro tra le famiglie italiane e quelle cinesi dei Rioni Esquilino e Monti.

La giornata di lunedì 2 ottobre si apre con l’incontro su “Il ruolo della famiglia nella prevenzione dell’uso di droghe” (ore 9.30, Sala Monumentale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, largo Chigi, 8), promosso in collaborazione con il Dipartimento delle politiche antidroga della Presidenza del Consiglio (per accedere è necessario registrarsi sul sito internet della Settimana).

Nel pomeriggio, tra gli appuntamenti previsti, alle 16.30 nel teatro del Pontificio Seminario Romano Maggiore (piazza San Giovanni in Laterano 4) spazio al tema cardine della Settimana “Famiglia, la sfida di educare” con al centro i “percorsi pastorali e culturali alla luce dell’esortazione apostolica Amoris laetitia”. Intervengono il responsabile dell’Ufficio nazionale della pastorale della famiglia della Cei, don Paolo Gentili, e il presidente del Forum delle associazioni familiari Gigi De Palo.

Nel pomeriggio di giovedì 5 ottobre, l’appuntamento è in Campidoglio per discutere di “Un fisco a misura di famiglia: il Fattore Famiglia e le Addizionali Comunali”, vero e proprio cavallo di battaglia ormai del Forum delle Associazioni Famigliari, in un confronto tra Marcello De Vito, Presidente Assemblea Capitolina – Roma Capitale, Maurizio Bernardi, Resp. Rete dei Comuni Amici della Famiglia AFI, Alessandro Spalvieri, Forum Famiglie Lazio, moderati da Emma Ciccarelli, Presidente Forum Famiglie Lazio (ore 15.30, Piccola Protomoteca).

In programma, inoltre, laboratori per i più piccoli, passeggiate fotografiche alla scoperta di Roma, momenti di preghiera e di riflessione, occasioni di festa, come quella di chiusura, dedicata a nonni e nipoti, con le “Nonniadi” (Parco Tutti Insieme, via Tenuta della Mistica), in collaborazione con ACLI e US ACLI Roma e Nazionale Italiana Cantanti. Il calendario completo delle attività, che si svolgeranno in diversi luoghi della città, è disponibile su www.settimanadellafamiglia.it.

«L’evento di quest’anno arriva a ridosso della Conferenza Nazionale sulla Famiglia, che ci auguriamo sia un momento importante di sintesi e di concretezza – dichiara Emma Ciccarelli -. Vogliamo valorizzare l’importanza dei cittadini che si organizzano, delle famiglie che vogliono essere protagoniste e delle associazioni che, volontariamente, rappresentano i vari modi il vero motore del Paese. Nessuno può negare il peso delle famiglie nell’economia locale e nazionale, e l’importanza del loro ruolo educativo, ma in pochi considerano la famiglia una risorsa e non un problema. L’esperienza del Forum, che portiamo durante la nostra Settimana, è un esempio di quella sussidiarietà viva e vitale che ha bisogno di fare rete con le Istituzioni per non lasciare le tante iniziative e risorse che ci sono nella società civile, alla buona volontà delle singole associazioni. Alla preoccupante mancanza di coesione sociale, che porta a tante derive della nostra società, noi rispondiamo promuovendo la coesione famigliare, chiedendo gli strumenti per continuare ad affrontare la nostra sfida di educare», conclude la Presidente del forum Famiglie Lazio.

 

UFFICIO STAMPA per Forum delle Associazioni Famigliari del Lazio:
Concita De Simone 3478429024  – forumfamiglielazio@gmail.com

Assegnati i Premi Aziende “Family Friendly”

 

Vai al sito dedicato       www.aziendefamilyfriendly.it

 

10489630_801401903217634_4164651093067373490_n (1)Al Meeting della Famiglia la consegna dei primi premi “Aziende Family Friendly”

Roma, 5 luglio 2014

 

Si è svolta ieri sera la cerimonia di premiazione delle Aziende “Family Friendly”, nell’ambito della manifestazione “E…state in famiglia” in Via Umbertide 11.

Hanno ricevuto il premio: 

–  Confindustria, per il “Piano Welfare” adottato dall’azienda, che è risultato nel complesso ben strutturato e capace di fornire numerosi servizi ai propri dipendenti (Premio “Piano Integrato di welfare”);

–  Telecom Italia, per il piano di iniziative “People Caring”, nel quale in particolare è stata curata anche la formazione del personale, dal management ai collaboratori, nella conciliazione famiglia – lavoro (Premio “Formazione del personale nella conciliazione famiglia lavoro”);

–  Wurth, per l’attenzione che ha dimostrato di avere per i propri dipendenti, sia dal punto di vista strutturale e di clima aziendale, sia per l’impatto positivo che ha sul territorio con le diverse attività che propone (Premio “Attenzione alla persona e integrazione con il territorio”).

Ha ricevuto una Menzione speciale anche Nissan Italia, per il sostegno pluriennale alle iniziative di promozione familiare e per la scelta di prodotti pubblicitari nei quali è promossa un’immagine positiva di famiglia (Menzione per l’“Impegno a favore della famiglia”).

Le aziende sono state scelte tra oltre 15 segnalazioni pervenute dagli stessi dipendenti, che hanno raccolto l’invito del Forum ad evidenziare le esperienze lavorative positive. 

“È una modalità innovativa, perché partiamo dal basso e non da segnalazioni del management, a garanzia del fatto che si tratta di un’attenzione vera da parte delle aziende e non di semplici operazioni di immagine” ha precisato Emma Ciccarelli, Presidente del Forum delle Famiglie del Lazio e Responsabile del Meeting “E…state in Famiglia”. “Ci auguriamo che questa iniziativa consenta un dialogo vero tra le aziende, le famiglie e le istituzioni, consentendo di migliorare la qualità della vita dei lavoratori e delle loro famiglie”.

Nella tavola rotonda che è seguita al Premio, Lidia Borzì, responsabile della Commissione Lavoro e membro del Direttivo Nazionale del Forum delle Famiglie, ha rimarcato l’importanza del Premio, che “può mettere in moto una competizione sana tra le aziende. Perché noi in tema di armonizzazione famiglia-lavoro abbiamo tante aziende che hanno scelto il lavoro per obiettivi, ma non un sistema che le raccordi. Serve un’alleanza tra le famiglie, la società civile, le aziende e le istituzioni, per poter far partire esperienze di questo tipo. Con il Forum ad esempio stiamo lavorando assieme ad altri enti ad un progetto che abbiamo chiamato FOPAC – Fondo Paritetico per la Conciliazione. È uno strumento che si ispira ad iniziative già presenti in altri Paesi e che intende supportare i lavoratori e le lavoratrici in momenti particolari della loro vita, una sorta di banca delle ore”.

Non bastano le misure isolate, ci vuole una visione organica” ha ribadito Marta Rodriguez, Direttrice dell’Istituto di Studi Superiori sulla Donna dell’UPRA, che ha collaborato con il Forum in questa iniziativa, assieme all’UCID Roma e Lazio. “Non è sufficiente inoltre pensare solo a servizi per i dipendenti, ma ci vuole maggiore flessibilità che consenta ai lavoratori di essere presenti, come madri e come padri, accanto ai loro figliCredo che lo sforzo di oggi possa produrre nel tempo dei risultati concreti e migliorare la qualità della vita di tante personeSe ci teniamo per mano tra cinque, dieci, quindici anni potremo veramente toccare con mano i risultati e contribuire a far uscire questo paese dalla crisi”.

Domenico Mastrolitto, Segretario della Sezione Lazio dell’UCID, ha segnalato le difficoltà delle aziende nel porre in atto iniziative di armonizzazione, ma “ciò non significa che non siano possibili. Certo, quando ad esempiio parliamo di assunzioni non nascondiamoci che esistono pregiudizi nei confronti delle donne in età fertile. Come UCID siamo da tempo impegnati nel proporre ai nostri soci, imprenditori e dirigenti di aziende, l’introduzione di politiche di armonizzazione”.

Concordi i rappresentanti delle aziende premiate nell’evidenziare la fattibilità di tali iniziative. Antonella Gandolfi, Responsabile Risorse Umane e Servizi Corporate di Confindustria, ha raccontato le numerose misure avviate all’interno del “Piano Welfare” adottato. Tra questi, permessi retribuiti, borse di studio, bonus bebé e convenzioni. “Per noi è importante sapere che chi lavora è sereno fuori, perché siamo convinti che lavorerà meglio e con più tranquillità in un clima più disteso. Anche la maternità da noi è vissuta più serenamente”. 

Fabio Galluccio, Responsabile People Caring di Telecom Italia, ha evidenziato l’attenzione dell’azienda nel creare condizioni di lavoro adeguate per il proprio personale, sfruttando anche le innovazioni tecnologiche e le collaborazioni con altre aziende. “Per la gestione degli asili nido e dei centri estivi stiamo creando una piattaforma, assieme ad altre aziende, che consenta di usufruire delle disponibilità in eccesso di una per coprire le necessità delle altre”.

Lidia Ciotta, Responsabile Art Forum di Capena della Wurth, ha posto l’accento sulla peculiare attenzione che la sua azienda, su impulso del fondatore, ha posto nell’incentivare la fruizione di eventi culturali, tanto che all’interno dell’azienda c’è un vero e proprio Art Center. “Siamo convinti che un contatto vivace, critico e soprattutto attivo con l’arte contribuisca alla corretta interpretazione della cultura aziendale”.

Infine Sonya Cesetti, di Nissan Italia, ha spiegato come la vision aziendale di Nissan sia sintetizzata dall’espressione “Enriching people’s life”, cioè “arricchire la qualità di vita delle persone”. Riprendendo le parole dell’AD Bruno Mattucci, “la nostra collaborazione con il Forum delle Famiglie è ormai di lunga data, a dimostrazione del nostro impegno sui temi della responsabilità sociale, dell’etica di business, del sostegno umanitario a favore di un soggetto fondamentale della nostra società e dei nostri clienti, rappresentato dalle Famiglie”.

Sono intervenuti infine Andrea Nardone, membro del Direttivo della Sezione Roma dell’UCID, Adele Ercolano, Membro del Direttivo dell’UPRA, che hanno partecipato alla valutazione dei progetti e hanno rimarcato la novità e l’importanza dell’iniziativa.

“Siamo molto orgogliosi di aver istituito questo premio, ci auguriamo che sia l’inizio di un percorso virtuoso che possa amplificare e diffondere sempre di più le buone pratiche in tema di armonizzazione” ha concluso Emma Ciccarelli.

La sfida dell’essere genitori al centro del Meeting delle famiglie

 

10449496_259570927579708_4674247670141730047_nLo psicologo Cantelmi: «Attenti all’appiattimento dei sessi. L’obiettivo è una falsa uguaglianza». Don Fabio Rosini (Servizio diocesano vocazioni): «Non ho paura del ddl Scalfarotto: si tratta di vivere la vita» di Paola Proietti

Il mestiere più difficile ma anche il più bello: essere genitori. È stato tra i temi portanti della seconda giornata di “E..state in famiglia” l’evento organizzato dal Forum famiglie del Lazio all’istituto salesiano Pio XI, in programma fino a domenica 6 luglio. Alla tavola rotonda hanno partecipato don Paolo Gentili, responsabile dell’Ufficio famiglia della Cei, Sabina Marabini, story editor della Lux Vide, don Fabio Rosini, direttore del Servizio diocesano per le vocazioni, e lo scrittore e psicologo Tonino Cantelmi. Ad ascoltarli un affollato parterre di famiglie, genitori di oggi e di ieri.

«Essere genitori è una grande sfida – ammette Cantelmi – perché oggi i genitori non sono abituati ad esserci per qualcuno. Io li chiamo “adultescenti”, ossia sono sempre giovani: hanno un profilo Facebook più curato di quello dei loro figli, così come amano la moda più di loro. Hanno rinunciato a trasmettere le visioni e le narrazioni della vita, in sostanza i valori. Accudiscono sì, i figli, ma non sono genitori a 360 gradi». E la società di oggi non li aiuta, anzi, crea ancora più confusione. La dimostrazione, per Cantelmi, si è avuta con i famosi opuscoli dell’Unar, l’Ufficio nazionale anti discriminazioni razziali, distribuiti dalle scuole materne in su, nei quali, con l’intento di contrastare il bullismo, si è arrivati a una lezione sull’appiattimento dei sessi. «Le differenze tra maschio e femmina sono annullate, via anche le favole dove ci sono principesse e principi, re e regine. Ci sono invece – continua Cantelmi – le due giraffe che adottano un cucciolo di ippopotamo. L’obiettivo è una falsa uguaglianza. Negare la differenza tra maschio e femmina è la più grande discriminazione che stiamo vivendo».

Molto seguito l’intervento di Sabina Marabini, story editor di diverse fiction a sfondo religioso come “Don Matteo” e “ Che Dio ci aiuti”. «La famiglia tradizionale, o sarebbe meglio dire il “vissero felici e contenti”, in televisione non ha appeal. Ma la formula del sacerdote e della suora -ammette – ci ha permesso di trattare temi delicati, situazioni difficili di sentimenti e sofferenze, situazioni reali. È fiction, ma non mostriamo il falso, mostriamo il possibile, il vero. Mostriamo un’umanità a volte priva di speranza, ma anche un’umanità dove il per sempre, il matrimonio, l’amore, anche l’amore vocazionale, esiste, basta semplicemente raccontarlo».

Don Fabio Rosini, senza troppi giri di parole, è andato subito a toccare un tasto attuale e dall’esito ancora incerto. «A me non fa paura il ddl Scalfarotto, genitore 1 e 2, e tutto quello che ci stanno preparando – ha detto -. Non è questo il nostro problema. Se una persona sta in un luogo dove non c’è aria, prima o poi morirà. Se invece si respira bene, allora vivrà. Noi ci occupiamo di controbattere, quando qui si tratta di vivere la vita, non di essere convincenti».

Proprio la vita reale è stata al centro del dibattito di diversi esponenti politici del territorio che hanno condiviso con il pubblico la loro esperienza di fede nell’impegno istituzionale. Seguitissimi i laboratori per i bambini, i veri protagonisti di queste giornate, che insieme ai genitori si sono divertiti a impastare il lievito madre e prima di tornare a casa hanno giocato con i racconti dei libri illustrati di Laurent Moreau. Giovani, lavoro, matrimonio ma anche riflessioni sulle parole “permesso, scusa e grazie” pronunciate da Papa Francesco saranno i temi al centro del programma degli ultimi tre giorni di meeting.

4 luglio 2014

VIENI AL MEETING E VINCI UN WEEKEND A CASCIA

Partecipare è semplice, nei giorni del meeting ritira il coupon in segreteria, l’entrata è gratuita.

La sera del 6 luglio alle ore 22.00 tra tutti i partecipanti verrà estratto un vincitore.

Il weekend è valido per 4 persone presso il Grand Hotel Elite

www.albergoelite.com

Via Villa Marino Cascia PG
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Famiglia, tutto pronto per “E…state in famiglia”

Da Romasette del 24 giugno 2014

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Dal 2 al 6 luglio il meeting organizzato dal Forum delle associazioni familiari del Lazio. Dalla politica all’economia passando per l’ecologia, cinque giorni di incontri per rimettere al centro la famiglia” di Paola Proietti

Mamma, papà e due figli che si tengono per mano sorridendo, vicino ad una culla illuminata dal sole. È il simbolo della seconda edizione di “Estate… in famiglia”, il meeting organizzato dal Forum delle Associazioni Familiari del Lazio, in programma dal 2 al 6 luglio, presso l’istituto Salesiano Pio XI. «Il sorriso indica la relazione – dice Emma Ciccarelli, presidente del Forum – l’osservatorio nazionale sulla famiglia ha detto che una delle povertà più importanti di questo tempo è quella relazionale. La famiglia è ciò che crea relazione. E poi la culla, ossia l’apertura al futuro, lo sguardo in avanti». 

Famiglia come perno della società, capitale da riportare al centro di temi politici ed economici, ricchezza da condividere. Si parlerà di questo nei cinque giorni d’incontri organizzati con dibattiti, momenti di riflessione, divertimento e sport. «Un programma ricchissimo – spiega il responsabile dell’organizzazione, Pier Marco Trulli – dove le famiglie saranno accolte da altre famiglie. Con noi lavorano 49 associazioni, ossia 150 famiglie, 400mila persone, figli compresi». 

Si comincia martedì due luglio alle 17:30 con “Vivere la vita” dove esperti daranno consigli utili su come vivere la famiglia in modo ecosostenibile. Poi spazio alla cerimonia di apertura con la partecipazione, tra gli altri, di monsignor Filippo Iannone, vicegerente della diocesi, e Rita Cutini, assessore alle Politiche sociali di Roma Capitale. A seguire, il primo appuntamento con “Semi di futuro”, dove con il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, si affronterà il tema delle amnesie della politica sulle questioni familiari. Tra spettacoli, laboratori per bambini, e ilRistomeeting, il ristorante self service con cucina espressa a prezzi family, si arriva al primo dei tre appuntamenti di “Politikamente”, incentrato sulle start up: «Tra i relatori ci saranno professori universitari e consulenti – afferma Maurizio Gentile, responsabile dell’evento – e ci piacerebbe avere tra il pubblico coloro che vogliono investire sul loro presente, immaginando il futuro a partire dai loro talenti». Ogni giornata sarà chiusa da “Caffè Letterario”, un appuntamento con un libro e il suo autore e “Buonanotte meeting”, un momento di riflessione sulla giornata appena conclusa. 

Giovedì tre luglio tra il laboratorio familiare, gli eventi sportivi e i consigli del consulente per la famiglia, alle 17:30 si parlerà di fede e politica anche con Rita Visini, assessore alle Politiche sociali della Regione Lazio e Olimpia Tarzia, consigliere della Pisana. A seguire, il dibattito sul difficile mestiere dei genitori e poi, alle 21:30, il secondo appuntamento di Politikamenteincentrato sulla frase pronunciata da Papa Francesco “Chi sono io per giudicare?”, dove tra gli altri, è previsto anche l’intervento di Carlo Nanni, rettore dell’Università Pontificia Salesiana. Il Papa protagonista anche venerdì quattro luglio, con l’appuntamento di “Vivere la vita” che ruoterà intorno a “Permesso, grazie e scusa, le tre parole per costruire la famiglia”. Il clou sarà la premiazione dell’azienda Family Friendly: «Sono arrivate 12 segnalazioni, ma stiamo ancora scegliendo il vincitore in una rosa di 4 rimaste – spiega Roberta Giodice, responsabile del premio -. Vogliamo essere volani di un cambiamento culturale, perché armonizzare lavoro e famiglia crea un doppio beneficio per l’azienda e il lavoratore». 

Sabato cinque luglio spazio ai laboratori per nonni e nipoti, al dibattito sul “Lavoro che non c’è”, con l’economista dell’università Lumsa, Luigino Bruni e all’incontro sul tema “Non lasciatevi rubare la speranza. Il progetto del Padre passa per i giovani”. Domenica sei luglio alle 11:30 ci sarà la messa celebrata da monsignor Guerino di Tora, vescovo ausiliare del settore Nord, e poi il dibattito incentrato sull’uomo e la donna che generano futuro e il matrimonio come bene comune. Ultimo appuntamento conPolitikamente dove cittadini e rappresentanti delle istituzioni si confronteranno in un botta e risposta su temi d’interesse sociale. Non mancheranno spazi dedicati allo sport e alla danza e un maxischermo, per seguire le fasi eliminatorie dei mondiali di calcio. 

Tra gli sponsor, i media partner come Avvenire, e il patrocinio, tra gli altri, della diocesi di Roma, Conferenza Episcopale Laziale e Regione Lazio, compare anche il Comune di Roma: «Abbiamo invitato anche il sindaco – dice Emma Ciccarelli – e speriamo possa partecipare, così come ha fatto in altri eventi, proprio per dimostrare che è il sindaco di tutti».

24 giugno 2014

Elogio della differenza

Parliamo con Claudio Gentili, prossimo ospite al Meeting (mercoledì 2 ore 21.30 e venerdì 4 ore 19.00), del suo ultimo libro (“L’eclissi della differenza”) scritto con la moglie Laura.

A cura di Pier Marco Trulli

Claudio Gentili

Claudio, nel tuo ultimo libro (“L’eclissi della differenza”) scritto con tua moglie Laura affronti il delicato tema del processo, che pare irreversibile, della fine delle differenze tra i due sessi. In realtà, come sembra suggerire il termine da voi usato, di tratta di un’impressione temporanea, di un’illusione ottica, perché la realtà rimane ben diversa. È così?

Certo, è proprio così. Papa Francesco nella sua enciclica “Evangelii Gaudium” tra le altre cose sostiene il primato della realtà sull’idea, anche se in alcuni momenti storici può succedere che temporaneamente prevalga la seconda. Ed è proprio questo il caso: oggi si è affermata l’idea che la differenza sessuale, la bipolarità maschile/femminile, sia foriera di discriminazione nei confronti delle donne, ed inoltre che questo sia anche causa di atteggiamenti negativi ed emarginanti nei confronti degli omosessuali, la cosiddetta “omofobia”. Ma non si può negare la realtà, il dato di natura come sostiene la teoria del gender, e buttare il bambino con l’acqua sporca. Si può, e si deve, valorizzare le differenze sessuali senza essere maschilisti e senza essere omofobi.

Veniamo allora proprio alla teoria del gender. Voi la definite una “ferita antropologica” e suggerite un approfondimento dei primi capitoli del “Genesi” quale antidoto alla sua deriva disumanizzante. Ci spiegate meglio?

La teoria del gender, o meglio l’ideologia del gender, in fondo ha le stesse caratteristiche del marxismo: è un grande grido di giustizia contro le discriminazioni e le disuguaglianze, ieri nei confronti dei poveri, oggi nei confronti di donne e omosessuali. Dietro questo grido c’è però una terapia profondamente sbagliata, proprio come il marxismo, dove prevalse il collettivo azzerando la singola persona. Così anche la teoria del gender sostiene che la differenza sessuale vada superata, e che al posto dell’essere sessuato ci sia una persona che si sceglie il genere a proprio piacimento. Nasce così l’idea che si possa arrivare ad un nuovo genere umano e ad una costruzione sociale.

Facci qualche esempio concreto…

Prova ad andare su Facebook negli Stati Uniti: quando vuoi registrarti scopri che non c’è solo la scelta tra “maschio” e “femmina”, ma ci sono ben cinquantasei possibili scelte diverse per indicare la propria sessualità. La teoria del gender ha fatto la sua prima apparizione nel 1995, alla conferenza di Pechino sulle donne organizzata dall’ONU. Si è poi diffusa non solo nei libri di filosofia o nei convegni, ma anche nei mass media e tra la gente. Mi viene da pensare a quello spot della Campari in cui ci sono due persone che paiono un uomo e una donna, poi però ci si accorge che la presunta donna è un uomo e che quello che sembrava un uomo in realtà è una donna, a significare che la sessualità è un’apparenza e che si può tranquillamente passare da un sesso all’altro. Penso anche a Lino Banfi, che in dosi veramente massicce ha veicolato in TV per anni l’idea che nelle relazioni sia tutto normale e giusto, e che i comportamenti sessuali siano indifferenti. Ma non si può non tener conto che il rapporto tra due persone dello stesso sesso non è mai aperto alla vita, che non potrà mai essere fecondo generando una vita nuova.

Che fare allora?

Non credo che serva a nulla, anzi forse peggiora la situazione, pensare di tornare al passato, invocando un ritorno alla famiglia patriarcale o arroccandosi su posizioni di retroguardia. Noi abbiamo avuto in questi ultimi cinquant’anni tre “rivoluzioni” nella sfera delle relazioni uomo/donna con cui dobbiamo per forza fare i conti, sempre per quel principio di realtà di cui parlavo all’inizio: la rivoluzione sessuale, quella contraccettiva e questa del gender. Anche se non le condividiamo, dobbiamo prendere le istanze positive e cercare il dialogo, non lo scontro. Ad esempio anche nel variegato mondo del gender ci sono elementi che sono condivisibili, come la valorizzazione della dignità della donna e il rispetto della persona a prescindere dai comportamenti sessuali, aspetti che ad esempio in altre religioni sono più compressi e meno sentiti. Dobbiamo in ogni modo fare i conti con la durezza del cuore, quella per cui Gesù in Mt. 19 dice che Mosè aveva dato agli ebrei la possibilità del ripudio: non perché fosse giusto, ma perché l’essere umano fatica e non sempre riesce a fare il bene (pensiamo alla lotta interiore di cui parla San Paolo). Per questo lo sforzo maggiore va fatto nel raccontare la bellezza della differenza sessuale, come fa Genesi. Se noi riusciamo a far capire che la vera felicità è nella relazione uomo/donna e che lì c’è la vita, non altrove, facciamo superare anche le difficoltà nella maturazione dell’identità sessuale. Povia a Sanremo qualche anno fa cantava “Luca era gay, ma adesso sta con lei”, a testimonianza che questa “lei” aveva dato a Luca una prospettiva di felicità e di realizzazione che prima non aveva, chiudendosi alla differenza sessuale.

Che ruolo ha allora la differenza uomo/donna nel progetto di Dio sull’umanità?

Un ruolo fondamentale ed importantissimo. Se si rilegge la Genesi si scopre che è la storia di come si arriva a superare il caos e a mettere ordine. C’è una differenza cosmica tra il cielo e la terra, tra la notte e il giorno, ma il mondo ha bisogno di entrambi, guai se ci fosse solo il buio o al contrario solo la luce. Così è anche per la differenza tra uomo e donna, che fa parte del progetto di Dio sul creato. In fondo, la differenza fa parte della dimensione trinitaria, dove le tre persone sono distinte, ma ognuna contribuisce al bene. Certo, oggi la parola differenza fa paura perché evoca la disuguaglianza, ma io sono convinto che la differenza riduca le disuguaglianze e non le aumenti, mentre è vero il contrario: se riduci le differenze aumenti le disuguaglianze. A novembre scorso il Festival della Dottrina Sociale della Chiesa, che da anni propone riflessioni e prospettive su ambiti sociali, ha avuto proprio questo tema e questo titolo (“Meno disuguaglianze Più differenze”). L’omologazione appiattendo le differenze umilia la dignità delle persone e produce disuguaglianze dappertutto, a scuola, nell’economia, nel lavoro. Al contrario valorizzare le differenze aiuta ciascuno a realizzarsi meglio nelle cose in cui ha più attitudini e capacità.

Assieme a tua moglie hai una lunga esperienza di accoglienza e di formazione di coppie di sposi, con il Centro Betania. Ci dici il perché di questo impegno?

Nella Chiesa cattolica oggi c’è un grave deficit di formazione per le coppie e le famiglie. Le Parrocchie offrono in genere corsi di preparazione al matrimonio, ma sono spesso tardivi in quanto molte coppie già convivono e a carattere episodico, poiché si limitano a seguire questo momento del percorso coniugale. È invece necessaria una formazione per coppie cristiane post-matrimoniale, che sappia accompagnare le coppie nell’affrontare i principali nodi della vita coniugale, dal rapporto con le famiglie di origine alla gestione delle inevitabili crisi familiari, dalla scoperta della genitorialità all’educazione dei figli. Il Centro offre proprio questo, cioè propone un cammino di preparazione per persone sposate, sia semplici coppie sia color che hanno la responsabilità dell’animazione di comunità di coppie di sposi.